RugbyFemminile: Coppa Italia, Le Finali@Calvisano – 02-03.06.2018

Ci sono eventi che segnano il concludersi di un percorso e che allo stesso momento riescono a dare estremo valore a nuovi inizi.

La vittoria della Coppa Italia per la stagione 2017/2018 da parte delle nostre Galline era l’obiettivo massimo raggiungibile.

La perfetta conclusione di un cammino iniziato 10 anni fa e che ad oggi ha coinvolto atlete, accompagnatori, supporter, fidanzati, madri e padri, fratelli, allenatori. Amici.

Ognuno ha contribuito a rendere speciali tutti questi anni e soprattutto questi 3 giorni finali.

Quando entrano in gioco emozioni così forti, soddisfazioni così grandi, è sempre difficile trovare le parole per raccontare quelle che non solo sono state delle partite di rugby ma anche il coronamento di un sogno.

Soprattutto, il coronamento di un sogno.

Complicato è descrivere i sogni, quando ci si sveglia spesso non si ricordano i dettagli ma le sensazioni quelle sì. Quelle restano vivide.

Solo che questo non è un sogno, il titolo le Galline se lo sono aggiudicato per davvero, sul campo, giocando sei partite in due giorni, senza mollare, con la grinta e la tenacia che hanno sempre contraddistinto questa squadra, che non abbassa la testa, rema contro la corrente avversa e cerca venti favorevoli per volare in alto.

In campo come un famiglia, composta da individui che sono riusciti, per citare le parole del Capitano Valeria Gradimondo, ad essere la migliore versione di loro stessi, come singoli e come gruppo.

Fuori dal campo, non lasciando mai indietro chi ha contribuito a qualificarsi alle fasi finali, durante tutta la stagione, le stagioni, gli anni.

Tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato un contorno ricco di persone che hanno creduto nella squadra, trasferta dopo trasferta, foto dopo foto, tifando, incitando e supportando, moralmente e fisicamente.

Sarebbe doveroso citarle una ad una ma chi c’era, sa. Chi c’è stato l’ha provato.

Sarebbe doveroso scrivere un articolo più dettagliato, forse.

Descrivere come le ragazze in campo hanno battuto le avversarie senza arrendersi alla mancanza di cambi, agli infortuni dell’ultimo secondo, al sole al caldo.

Parlare delle lacrime versate quando l’arbitro ha fischiato per tre volte il termine della finale contro le atlete del Montebelluna.

Raccontare dei sorrisi che hanno mascherato la fatica, ricordare Rebecca e suo padre che commosso abbraccia le vincitrici durante le premiazioni.

Citare chi non ha mai smesso di credere in questo progetto anche quando nessuno ci credeva più e che ci ha seguito dovunque senza mai cedere, se non a qualche birra.

Ringraziare per il tifo inaspettato da parte di una tribuna gremita di atlete di altre società.

Descrivere della nostra innata ingenuità nel celebrare le vittorie, di quella genuina voglia di divertirsi e di quella incapacità di essere sleali.

Narrare di allenatori che hanno fatto girare alla perfezione una complicata macchina organizzativa, ben al di là di quello che la maggior parte degli allenatori si immagina di fare.

Parlare di chi si è messo a disposizione per rimontare chi cadeva a pezzi, rinunciando a preziose ore di sonno e macinando km.

Trovare un modo per spiegarvi un Capitano che è più di un semplice Capitano.

Dicevo, sarebbe bello poterlo raccontare ma le parole non bastano.

Ci scoppia il cuore e chi c’è stato lo sa.

ndr: le gallery degli onnipresenti fotografi FAUSTO e EMILIO