Multilateralità e multidisciplinarità per crescere nel rugby

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Una svolta multisport per i piccoli atleti rossoblù del VIVI energia minirugby

La stagione sportiva 2023-2024 di Rugby Parabiago vedrà importanti cambiamenti a partire dal mese di settembre, quando il Centro Sportivo Venegoni - Marazzini si riempirà nuovamente di piccoli atleti pronti a divertirsi in campo.

Un ulteriore passo in avanti del Club teso a rispettare le tappe senza forzare il raggiungimento del risultato e focalizzato alla crescita graduale del talento sportivo, basato su evidenze scientifiche che spingono verso la multilateralità e la multidisciplinarità.

Chiediamo a Daniele Porrino, Direttore Tecnico di Rugby Parabiago, cosa significhi in concreto.

“Le scelte del nostro Club sono sempre volte alla crescita dei nostri giocatori, da più punti di vista: umana, educativa, sportiva. Da un punto di vista sportivo, studi scientifici dimostrano che una diversificazione delle attività, soprattutto in giovanissima età, porta ad uno sviluppo del talento dei giocatori a lungo termine migliore di quello che si ottiene con la specializzazione precoce. Ma i motivi per cui è bene fare attività sportiva multidisciplinare sono molteplici. La diversificazione sviluppa adattabilità e creatività, aumenta la motivazione e la continuazione della pratica sportiva a lungo termine, favorisce relazioni positive con i compagni e le doti di leadership, diminuisce gli infortuni.

Abbiamo quindi deciso di affiancare agli allenamenti di rugby altri sport: il basket, il volley, il calcio, le arti marziali. I nostri piccoli praticheranno quindi più discipline durante gli allenamenti, per sviluppare capacità che altrimenti rimarrebbero sopite.”

Non è rischioso per il Club? I bambini potrebbero in questo modo sviluppare un amore per un altro sport e abbandonare il rugby...

“È vero, ma noi vogliamo bambini e bambine che si divertano, felici di fare sport. Il nostro Club ha una volontà educativa che prescinde dai risultati in campo, che solo in una fase successiva - nelle categorie juniores - devono iniziare ad avere un peso specifico maggiore. È anche dimostrato che una maggiore diversificazione motoria-sportiva negli anni della scuola primaria aumenta la partecipazione, cioè evita l’abbandono sportivo caratteristico nella fase adolescenziale e questo è molto importante da un punto di vista sociale. Se ci saranno piccoli atleti che si innamoreranno grazie a noi di un altro sport, saremo felici di sostenerli come è giusto che sia. Ma noi vogliamo lavorare per la loro crescita a 360° e crediamo che questa sia la strada giusta anche per farli diventare giocatori e giocatrici di rugby di alto livello.”

E dopo il minirugby?

“Alla fine della scuola secondaria di primo grado (12-13 anni), ragazze e ragazzi dovrebbero poter scegliere se specializzarsi nel loro sport preferito o continuare a praticare anche più sport a livello ricreativo perché solo da questa età sono in grado di comprendere appieno gli effetti dell’impegno, dell’allenamento e le loro capacità prestazionali. I bambini non danno a competizione e prestazioni sportive lo stesso significato degli adulti e questo è bene sottolinearlo. I bambini si devono divertire, divertimento che peraltro non deve mai mancare nemmeno dopo.

A 12 anni può iniziare la specializzazione e a 16 l’investimento perché solo dalla tarda adolescenza in poi le abilità fisiche e motorie, ma anche cognitive, emotive, sociali necessarie per investire i propri sforzi in uno sport altamente specializzato sono state sviluppate.”

Durante tutta la stagione sportiva sarà data la possibilità di svolgere gratuitamente due settimane di allenamenti per poter scegliere con consapevolezza, sia nel minirugby 6-12 anni (a ranghi misti) sia nelle categorie juniores maschili e femminili.

#alépara #chinonavanzaretrocede