Serie C: un anno da incorniciare

Questo per il rugby Parabiago è stato l’anno Domini. Si è già parlato tanto di serie A ed è più che giusto sia così, questa pagina è però dedicata a quella squadra che “se volete trovare spogliatoi decenti, dovete decidervi a fare il salto di qualità”. A quelle persone che ad ottobre scorso hanno scritto bigliettini con i propri obiettivi per la stagione sportiva in arrivo. Guarda caso quasi tutti avevano scritto sopra: voglio vincere il campionato. Perché partecipare è importante, ma vincere è più bello.
Se ancora non fosse chiaro, stiamo parlando dei cadetti, la “seconda”, per la prima volta solo di nome perché di fatto la F.I.R. dice: PRIMA CLASSIFICATA.
Ma non avevate anche i punti di penalità? Esatto.

Questo per i cadetti del rugby Parabiago è stato l’anno della metamorfosi. Il gruppo di amici che si trovava al campo per giocare un po’ insieme è diventato un gruppo di atleti. Le 6 o 7 persone che fino ad un anno fa non perdevano un allenamento anche quando non era proprio serata, anche quando c’era da sguazzare nel fango o con la temperatura sotto zero, ora sono diventate 16 o 17. Forse ormai “sguazzare nel fango” non è la citazione più adatta, ma state certi che quei ragazzi che hanno realizzato i propri obiettivi hanno faticato, sudato, urlato contro Ciccio Fisio, la mattina per sedersi sul WC hanno avuto bisogno della carrucola, si sono fatti letteralmente a pezzi. Come se ci fosse davvero bisogno di dirlo.

In questi casi si suol dire che il punto di arrivo è un punto di partenza. Ed è vero, perché ora c’è un campionato completamente nuovo da giocare e per quanto si sia dimostrato di essere in grado di arrivarci, bisogna ancora provare di essere all’altezza di farne parte. Ognuno con le proprie motivazioni: c’è chi vuole giocare con arbitri che siano davvero tali, o che almeno si presentino alle partite, chi vuole alzare la qualità del gioco per essere una buona base di lancio per la serie A, chi vuole più considerazione per la seconda squadra e si può andare ancora avanti. Ma diciamoci la verità: lo facciamo perché, ragazzi, è bello giocare là in cima.

È arrivato quindi il momento dei ringraziamenti, si sa infatti che dietro a chi gioca in prima persona c’è tutto un mondo. Quindi grazie a tutti. A partire proprio dalle persone che si sono trovate in campo con la palla in mano tutto l’anno, sia questo che quelli passati, a chi è arrivato, a chi è rimasto, a chi ha deciso o è dovuto andare via e a chi ci ha insegnato lo spirito di corpo. Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto e sopportato la squadra, a chi ci ha accompagnato ovunque e a chi non ha mai sbagliato la lista gara. Dulcis in fundo, grazie a Bubba. Sei stato il primo a credere nel nostro progetto e ne sei il cuore pulsante. Grazie, grazie, grazie.

E per concludere, vogliamo ricordare ancora una volta chi ha vinto il campionato? E gustiamocelo un po’, alla nuova stagione penseremo tra qualche settimana, quando ricominceranno i cari 30×30, 12×12, 8×8 e tabelline varie. Ciccio già freme…

Bravi tutti [cit.]